Una Voce Sana è Bella: La Rubrica

a cura di Sabrina Messina

Riscaldamento Vocale

L'importanza del
Riscaldamento Vocale

Riscaldamento Vocale

L'importanza del
Riscaldamento Vocale

Avete mai visto un ballerino, un nuotatore, un qualsiasi atleta affrontare una performance o una gara o un’esibizione senza un adeguato e completo riscaldamento muscolare? Assolutamente no. Anche i cantanti e i performer risultano essere una categoria particolare e specifica di “atleti”. La laringe (e conseguentemente la voce) non è affatto esclusa dal riscaldamento, poiché è parte integrante del nostro corpo ed è composta interamente da muscoli, tessuti e cartilagini, che necessitano un adeguato training preparatorio. Le prestazioni vocali saranno quindi indubbiamente migliori e funzionali, se prima abbiniamo una preparazione adeguata. Parlando di preparazione adeguata ci riferiamo sicuramente al training vocale, respiratorio, articolatorio e risonanziale. Il riscaldamento vocale rende sana ed economica la fonazione grazie al lavoro di “elasticità” eseguito sulle corde vocali. Se i muscoli non vengono sufficientemente e intelligentemente riscaldati, si causeranno seri danni a carico dell’organo fonatorio, la qualità della performance verrà compromessa e si avrà un maggiore aumento dei tempi di recupero. Il riscaldamento fonatorio rappresenta un vero e proprio stretching dove vengono ottimizzati i pattern di coordinamento dell’attività motoria.

Un “buon” riscaldamento vocale non deve essere confuso con la sola pratica dei vocalizzi al pianoforte, fine a sé stessi. Essi infatti rappresentano un processo di verifica e di valutazione di specifiche capacità: precisione articolatoria, morbidezza, uniformità tra i vari e differenti registri, abilità ad intonare gli intervalli ecc. Il riscaldamento vero e proprio coinvolge in realtà tutto il corpo, nella sua interezza e totalità, a trecentosessanta gradi: iniziando dagli esercizi di rilassamento per immagini mentali, alle tecniche di concentrazione, a quelle di ricerca di una equilibrata tonicità muscolare, agli esercizi di respirazione, articolazione, risonanza, proiezione, fino a giungere a quelli specifici per la voce. Gli esercizi da eseguire devono essere necessariamente mirati e sensati in relazione a quello che si deve andare a fare. La lunghezza e durata di tale processo preparatorio deve essere inversamente proporzionale alla durata della performance che lo segue: 10/15 minuti massimo per una performance abbastanza lunga e circa 30 minuti per una performance corta. Molto usati e consigliati i metodi con i SOVTE. Con essi basta addirittura un riscaldamento di circa 5 minuti. In seguito alla performance è necessario svolgere anche degli esercizi specifici di defaticamento vocale per riportare il muscolo alla normalità. È consigliata la tecnica del Vocal Fry inspiratorio ed espiratorio.

Successivamente all’uso della voce si consiglia sempre di:

Defaticare, Non bere bevande calde, Non parlare a lungo ma riposarsi, Non bere alcolici, Eseguire pratiche di idratazione.

I SOVTE

Gli esercizi a vocal tract semi-occluso, conosciuti anche come SOVTE (Semi-Occluded Vocal Tract Exercises), si basano sulla parziale occlusione del vocal tract in fase fonatoria. Sono approcci molto utilizzati in tutto il mondo, diffusi a partire dalla seconda metà del ‘900, volti a ridurre la tensione eccessiva del tratto vocale e quindi a migliorare notevolmente la qualità della risonanza. È stato dimostrato che durante l’esecuzione di un esercizio SOVTE si determina un aumento della pressione retrograda del vocal tract, la pressione sovraglottica si avvicina a quella della sottoglottica. Questo determina una notevole riduzione del valore assoluto della pressione transglottica. Come conseguenze abbiamo un effetto di spinta sulle strutture del vocal tract, un abbassamento del base lingua, un innalzamento del velo palato, un allargamento e ampliamento dello spazio ipofaringeo ed orofaringeo ed infine un rallentamento ed una regolarizzazione della risalita della cupola diaframmatica. Il piano cordale si stabilizza e pertanto le corde vocali si rilassano, grazie all’effetto massaggio. Ma quanto dura l’effetto dei SOVTE? È stato dimostrato che i cambiamenti biodinamici legati all’utilizzo di alcune tipologie di SOVTE hanno una durata breve, stimata di alcuni minuti. I SOVTE infatti non sono esercizi “magici” o risolutivi nell’immediato, ma sono molto utili per favorire la propriocezione cosciente, l’impronta sensoriale, la capacità di attivare a più livelli i recettori del nostro strumento, la percezione di sé e di quello che accade internamente, attraverso varie tipologie di stimolazione. La memoria muscolare poi ricorda la giusta posizione e noi, in maniera critica e intenzionale riusciamo a distinguere il “giusto” dallo “sbagliato”, diventando piano piano sempre più autonomi, coscienti e indipendenti. I SOVTE “parlano” e “dialogano” con il nostro corpo, essendo facilitatori nello studio del canto. Tramite essi si capisce meglio e si sente proprio fisicamente, si percepisce a livello muscolare e sonoro per esempio il concetto di “voce in maschera” e di “risonanza”. Essi sono utilissimi sia nel parlato che nel cantato. In entrambi i casi risultano essere davvero chiarificatori. I principali recettori propriocettivi sono quelli muscolari, vestibolari e i meccanocettori cutanei. Si consiglia di ripeterli ogni giorno, in maniera tale da rendere la memoria muscolare stabile e duratura nel tempo.

I vari tipi di SOVTE

  • Statici (Hummings o muto con la MMMM, HOM o mano sopra la bocca, Onda nella Caverna eseguito con i pugni chiusi accavallati tra di loro, Finger Kazoo con il dito poggiato sulle labbra protuse in avanti, Tubi di risonanza di vario genere, cannucce di vario genere, mascherina da ventilazione, vocal feel statico).
  • Fluttuanti (Lip trills o trilli labiali con BRRRR, tongue trills o trilli linguali con RRRR, finger trills con il dito che si muove tra le labbra, vari tipi di cannucce di materiale differente come silicone, carta, acciaio e plastica oppure con tubi la cui estremità si trova in acqua, LaxVox, DoctorVox e Vocal Feel – Bubble Mask).
  • Combinati (unione di più SOVTE insieme).

Esempi di alcune tipologie di SOVTE

Il giusto iter e gli step da seguire

  • ESECUZIONE DI FRASI O VOCALIZZI A FREDDO E A VOCE LIBERA
    Iniziamo leggendo delle frasi qualsiasi tratte da un libro o eseguiamo, se siamo cantanti, dei vocalizzi su scale e arpeggi.
  • ESECUZIONE DI UNO O PIÙ SOVTE
    Ripetiamo ciò che abbiamo fatto prima (breve lettura o vocalizzi) utilizzando uno o diversi tipi di SOVTE.
  • IMMEDIATAMENTE RIPETIAMO ANCORA A VOCE LIBERA (SENZA SOVTE)
  • GIOCHIAMO E TROVIAMO LE DIFFERENZE Paragoniamo la lettura o il vocalizzo del primo step (a voce fredda e libera) con i cambiamenti e i miglioramenti successivi allo step 2. Riconosciamo quindi i punti specifici e definiti in cui abbiamo percepito qualcosa di diverso. Cerchiamo di analizzare bene le sensazioni provate, sentite e il suono che è venuto fuori. Cosa è cambiato? Dove il SOVTE ha agito precisamente? Che cosa abbiamo percepito internamente di diverso? Cosa è meglio per noi? La stessa cosa si può provare anche con brani musicali, in maniera tale da superare passaggi difficili e percepire bene cosa è giusto e salutare fare. Occorre eseguire una prima volta l’intero brano in voce libera, preferibilmente registrando tutto. Poi suddividere il brano in piccole frasi e paragrafi. Eseguire poi con un SOVTE i passaggi più difficili. Successivamente ri-eseguire le singole parti in voce libera e infine l’intero brano.